03.11.2026

SEEDS a Palermo. Costruiamo opportunità per i giovani NEET

Salesiani per il sociale, Università di Palermo, Università di Foggia e realtà del territorio insieme per trasformare formazione e transizione verde in percorsi di autonomia e lavoro.

Un giovane che scopre il proprio talento. Un'università che mette la ricerca al servizio dell'inclusione. Un territorio che trasforma le competenze in opportunità di lavoro.

È il cambiamento raccontato all'Università degli Studi di Palermo durante “Coltivare il futuro. Formazione, buone pratiche e inclusione”, l'evento dedicato al progetto SEEDS – Sowing NEETs' Protagonism towards Green Transition.

Promosso da Salesiani per il sociale e finanziato da Villum Fonden, il progetto sperimenta un modello che unisce formazione professionale, ricerca universitaria, accompagnamento educativo e transizione verde.

L'obiettivo va oltre l'acquisizione di competenze, aiutare ogni giovane a riconoscere il proprio valore e costruire un percorso di autonomia.

L'educazione comincia dall'ascolto

«I giovani hanno bisogno di essere riconosciuti nel loro valore, nel loro talento», sottolinea don Francesco Preite, presidente nazionale di Salesiani per il sociale.

Per don Francesco Preite, la risposta alla condizione dei NEET parte dall'accoglienza e dall'ascolto, per proseguire con una formazione capace di rafforzare fiducia, motivazione e competenze professionali.

È il valore della «filiera formativa», una collaborazione tra educatori, università, centri di formazione e imprese che permette di accompagnare i ragazzi verso il lavoro senza lasciarli soli.

Don Francesco Preite, presidente nazionale di Salesiani per il sociale

Università di Palermo e Foggia, ricerca e innovazione educativa

La collaborazione con l'Università degli Studi di Palermo, attraverso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali (SAAF), rappresenta uno degli elementi qualificanti di SEEDS. Docenti e ricercatori contribuiscono alla formazione dei formatori e allo sviluppo di percorsi legati all'agricoltura e alla ristorazione sostenibili, collegando conoscenza scientifica ed esperienza pratica.

«Il nostro Dipartimento ha sempre una grande attenzione e uno sguardo rivolto soprattutto agli aspetti sociali», afferma Baldassare Portolano, direttore del Dipartimento SAAF dell'Università degli Studi di Palermo.

Una vocazione che si traduce nel dialogo con le organizzazioni del territorio e nell'impegno a rendere la ricerca uno strumento di inclusione.

Baldassare Portolano, direttore del Dipartimento SAAF dell'Università degli Studi di Palermo.

A raccontare il valore umano di questa collaborazione è Tommaso La Mantia, docente del Dipartimento SAAF, che riconosce nelle storie condivise durante l'incontro tre parole fondamentali, «generosità, altruismo, accoglienza».

Accanto a Palermo, l'Università di Foggia contribuisce alla progettazione pedagogica e allo sviluppo delle competenze trasversali.

«Non volevamo offrire dei percorsi preconfezionati, dei percorsi che offrivano ricette», spiega Daniela Dato, professoressa ordinaria di Pedagogia generale e sociale, e responsabile scientifica di SEEDS per il Dipartimento di Studi Umanistici.

L'innovazione sta nella capacità di adattare la formazione alle caratteristiche dei giovani e alle esigenze dei territori, lavorando su motivazione, fiducia nelle proprie capacità e nuove prospettive professionali.

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Dalle aule ai campi, la formazione diventa esperienza

Nei centri di formazione salesiani, le conoscenze universitarie incontrano il lavoro pratico.

Lo racconta don Domenico Luvarà, Direttore dell’opera salesiana “Gesù Adolescente” di Palermo , dove i docenti dell'Università di Palermo contribuiscono alla preparazione dei formatori.

«I ragazzi, più che la teoria, preferiscono sporcarsi le mani», osserva don Domenico Luvarà.

Nell'area verde dell'istituto, i giovani sperimentano direttamente ciò che apprendono, valorizzando anche le competenze già maturate attraverso le proprie esperienze.

Un modo di imparare che mette insieme sapere, pratica e fiducia nelle proprie capacità.

Dal talento al lavoro, la forza della rete territoriale

Il progetto coinvolge CNOS-FAP Sicilia e Puglia, Centro Orizzonte Lavoro, A Braccia Aperte e Don Bosco 2000, mettendo in relazione formazione professionale, orientamento, legalità, sostenibilità e mondo produttivo.

«Il percorso parte dal ragazzo, con le sue competenze e le sue esperienze», spiega Giusi Finocchiaro, orientatrice del Centro Orizzonte Lavoro.

Il suo lavoro è aiutare i giovani a riconoscere capacità spesso inesplorate e a trasformarle in opportunità concrete di inserimento lavorativo.

A confermare l'importanza del coinvolgimento delle imprese è Walter Pirri, socio e lavoratore della Cooperativa agricola Valdibella.

Per Pirri, la collaborazione tra università, comunità salesiane, organizzazioni sociali e mondo agricolo può generare «filiere partecipate e condivise», capaci di rispondere alla domanda di lavoro del Mezzogiorno e contribuire allo sviluppo sostenibile.

Un impegno testimoniato anche dalle esperienze di Coltivare Bio Naturale e della Cooperativa Sociale Agricola di Comunità “Agricola Mpidusa” di Lampedusa, presentate durante l'evento.

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La transizione verde diventa inclusione sociale

Agricoltura sostenibile, ristorazione, orientamento, tutoraggio e tirocini sono gli strumenti attraverso cui SEEDS avvicina i giovani al mondo del lavoro, valorizzando le risorse dei territori.

Ma la sfida è più ampia. Fare della transizione ecologica un'occasione di giustizia sociale, contrastando l'esclusione e promuovendo dignità, partecipazione e autonomia.

L'incontro di Palermo ha mostrato quanto possa essere preziosa un'alleanza in cui università, Terzo settore, formazione professionale e imprese scelgono di condividere competenze e responsabilità.

Per Salesiani per il sociale, significa tradurre l'eredità educativa di Don Bosco in risposte concrete alle sfide di oggi, affinché le difficoltà di partenza non diventino un destino.

Perché coltivare il futuro significa dare ai giovani gli strumenti, le opportunità e la fiducia per costruirlo.

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Il futuro si coltiva insieme.

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