16.03.2026

Ascoltare i territori per accompagnare i giovani, a Mestre il confronto del Presidio Nord Est

“Organizzare la speranza” ha riunito a Mestre gli associati del Presidio Salesiani per il sociale - Nord Est per riflettere sulle sfide educative e sociali dei territori. Il confronto contribuirà alla costruzione del nuovo Documento programmatico nazionale della rete.

Il viaggio di “Organizzare la speranza” attraversa l’Italia mettendo in dialogo le realtà della rete associativa di Salesiani per il sociale. Giovedì 12 marzo a Mestre si è svolto un nuovo incontro territoriale del percorso 2026, che ha riunito soci, educatori e responsabili delle opere sociali del Presidio Salesiani per il sociale - Nord Est per un momento di ascolto e confronto sulle sfide educative e sociali dei territori.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti di diverse opere e servizi attivi nel territorio, tra cui le realtà di Santa Maria La Longa, Gorizia, Udine, Mestre, Mogliano Veneto, Bardolino e Albarè, impegnate in comunità residenziali per minori e giovani adulti, centri diurni, servizi per minori stranieri non accompagnati, percorsi di inserimento lavorativo, attività di oratorio e doposcuola e iniziative di formazione professionale.

Ad accogliere i partecipanti è stato don Emanuele Zof, presidente del Presidio Salesiani per il sociale - Nord Est. All’incontro erano presenti anche don Francesco Preite, presidente nazionale di Salesiani per il sociale, Andrea Farina, docente presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana e focal point nazionale per la tutela dei minori, Renato Cursi, coordinatore dell’Area Rete associativa e sviluppo della sede nazionale, insieme a Francesca Iachini e Sara Shokry, project manager dell’area Progettazione e volontariato.

Un percorso partecipativo verso il nuovo documento programmatico

La mattinata ha collocato l’incontro nel cammino più ampio del processo partecipativo “Organizzare la speranza”, attraverso cui la rete associativa sta raccogliendo contributi dai territori per la costruzione del nuovo Documento programmatico nazionale.

Il presidente nazionale don Francesco Preite ha ricordato come il percorso abbia attraversato progressivamente l’Italia salesiana, coinvolgendo educatori, operatori e responsabili delle opere sociali.

«Organizzare la speranza significa organizzare concretamente la speranza dei ragazzi. Per questo stiamo ascoltando chi ogni giorno lavora nelle opere educative e sociali della nostra rete, raccogliendo esperienze, bisogni e proposte che confluiranno nel documento programmatico che approveremo nell’Assemblea nazionale di Napoli».

Don Francesco Preite - Presidente nazionale Salesiani per il sociale

Don Francesco Preite ha inoltre sottolineato il valore di questo processo di ascolto: «Il documento programmatico sarà tanto più significativo quanto più nascerà da un confronto reale con i territori».

Il metodo della partecipazione dal basso

Il percorso di confronto territoriale è accompagnato da una metodologia che valorizza il contributo dei partecipanti.

A illustrarla è stato il professore Andrea Farina, sottolineando l’importanza di processi condivisi di analisi e programmazione: «Stiamo adottando un metodo partecipativo dal basso perché siamo convinti che l’intelligenza collettiva dell’intero gruppo possa contribuire a individuare risposte più efficaci per i giovani più vulnerabili».

Dopo la presentazione della piattaforma digitale “Organizzare la speranza”, illustrata da Renato Cursi, i partecipanti hanno avviato il confronto condividendo esperienze, criticità e prospettive emerse nelle diverse opere del territorio.

Educazione e comunità educante

Una prima area di riflessione ha riguardato il tema dell’educazione e della comunità educante.

Le opere del territorio hanno evidenziato la necessità di sviluppare strumenti più efficaci per conoscere i bisogni reali dei giovani, intercettando anche quelli che restano fuori dai circuiti di accoglienza e sostegno.

È emersa inoltre l’importanza di sostenere il lavoro degli educatori, affrontando criticità sempre più diffuse come il turnover del personale, il riconoscimento professionale degli operatori sociali e il loro benessere lavorativo.

I partecipanti hanno sottolineato la necessità di investire sulla qualità educativa e sulla formazione continua delle comunità che accompagnano i giovani nei loro percorsi di crescita, promuovendo anche una maggiore diffusione della cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Accoglienza e percorsi per i minori stranieri non accompagnati

Un altro tema centrale del confronto è stato quello dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, particolarmente rilevante nel contesto del Nord Est.

Le opere del territorio stanno sperimentando percorsi formativi e di accompagnamento personalizzati, pensati per rispondere ai bisogni di ragazzi che arrivano in Italia già in età adolescenziale e che spesso faticano ad accedere ai percorsi educativi e formativi tradizionali.

Per questo è stata evidenziata la necessità di rafforzare le alleanze tra scuola, formazione professionale, opere sociali e servizi territoriali, costruendo percorsi più flessibili e centrati sulla persona.

Nuove fragilità giovanili e valore della rete

Durante il confronto è stato posto l’accento anche sulle fragilità emergenti tra le seconde generazioni, spesso intercettate negli oratori e nei doposcuola.

In molti casi si tratta di ragazzi che non rientrano nei circuiti dei servizi sociali, ma che vivono situazioni di disagio che richiedono strumenti più efficaci di osservazione e lettura dei territori.

«Nel nostro territorio il percorso “Organizzare la speranza” è stato percepito come un’occasione concreta per mettere in dialogo esperienze che spesso lavorano in modo parallelo. Il segno più evidente emerso dall’incontro è stato il desiderio condiviso di leggere insieme i bisogni reali dei minori e dei giovani, andando oltre la semplice mappatura delle opere. La speranza nasce proprio dalla possibilità di costruire uno sguardo comune e una responsabilità educativa più condivisa».

Don Emanuele Zof, presidente del Presidio Salesiani per il sociale - Nord Est

Una rete che continua a costruire il futuro

L’incontro di Mestre ha rappresentato la sesta tappa territoriale del percorso 2026 di “Organizzare la speranza”, un processo che negli ultimi mesi ha coinvolto progressivamente le diverse aree della rete associativa.

Momenti come questo permettono di mettere in comune esperienze e prospettive, rafforzando la collaborazione tra le opere e contribuendo alla costruzione di una visione condivisa del lavoro educativo e sociale rivolto ai giovani più vulnerabili.

Il cammino prosegue ora verso l’Assemblea nazionale di Salesiani per il sociale, in programma dal 5 al 7 giugno 2026 a Napoli, dove il percorso di ascolto territoriale confluirà nella definizione del nuovo documento programmatico della rete.

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