La pace ha la voce dei giovani. Il Forum di Salesiani per il sociale a Cascia

Stefano Di Maria e Francesco Passaretti hanno portato al Peace Village esperienze e idee nate nei territori, raccontando una pace che diventa relazione, responsabilità e impegno quotidiano.
Per due giorni, tra le strade e le piazze di Cascia, la pace ha avuto passi, volti e voci giovani.
Il 17 e 18 luglio Stefano Di Maria e Francesco Passaretti, membri del Forum Giovani di Salesiani per il sociale, hanno partecipato al Peace Village di Social Hackathon Umbria, portando in un contesto internazionale le esperienze maturate nei territori, nel Servizio Civile e nei percorsi di cittadinanza attiva.
Una partecipazione resa possibile grazie ad ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, di cui facciamo parte, che ha voluto portare all’interno dell’evento anche la voce della rete di Salesiani per il sociale e l’esperienza costruita ogni giorno accanto ai giovani, promuovendo partecipazione, inclusione e una cultura concreta della pace.
La manifestazione ha riunito oltre 450 giovani provenienti da più di 45 Paesi, trasformando il borgo umbro in un luogo di incontro tra culture, linguaggi e storie differenti. Concerti, laboratori, testimonianze e performance artistiche hanno mostrato che la pace non nasce soltanto nei grandi vertici internazionali. Comincia quando una persona decide di ascoltarne un’altra e quando una comunità sceglie di non lasciare indietro nessuno.
Il 18 luglio nella Sala della Pace, l’incontro “Cascia Welcomes Peace, dove la pace diventa esperienza e arte” ha intrecciato le testimonianze di organizzazioni e volontari impegnati nel peacebuilding con le performance di artiste internazionali.
In questo spazio anche le voci di Stefano e Francesco sono diventate parte di un racconto collettivo di dialogo, partecipazione e corresponsabilità.
La pace comincia dalle relazioni
Stefano Di Maria ha attraversato idealmente il Mediterraneo e l’Europa, unendo nel suo intervento esperienze diverse ma legate dallo stesso filo.
Ha raccontato il proprio impegno nei centri di accoglienza per persone migranti in Sicilia, luoghi nei quali la pace assume la forma concreta di una relazione, di una parola pronunciata con rispetto, di un gesto capace di far sentire qualcuno riconosciuto e accolto.

Il suo cammino è proseguito a Budapest, durante un percorso di formazione sul peacebuilding promosso dal Consiglio d’Europa. Insieme a 25 giovani provenienti da diversi Paesi europei, Stefano ha approfondito strumenti e pratiche per attraversare i conflitti, trasformandoli in occasioni di dialogo, comprensione e cooperazione.
La sua testimonianza ha ricordato che essere costruttori di pace non significa necessariamente compiere gesti straordinari. Significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare, dalla parte dell’incontro, dell’inclusione e della cura.
Dal Mediterraneo al cuore dell’Europa, la pace smette così di essere un concetto astratto e diventa una pratica capace di mettere in relazione persone, comunità e culture differenti.
Un luogo in cui le idee imparano a camminare
Francesco Passaretti ha raccontato la storia e il significato del Forum Giovani di Salesiani per il sociale, nato dall’esperienza del Servizio Civile Universale e cresciuto grazie al contributo di giovani provenienti da diverse regioni italiane.
All’inizio era uno spazio ancora da immaginare. In poco tempo è diventato un luogo nel quale confrontarsi, scoprire la ricchezza della rete associativa e comprendere che molte sfide vissute nei singoli territori sono, in realtà, domande comuni.
L’isolamento giovanile, la transizione digitale, la ricerca della propria identità e le fragilità delle comunità, nel Forum Giovani di Salesiani per il sociale, non vengono soltanto analizzati. Diventano il punto di partenza per elaborare proposte, progettare iniziative e trasformare il confronto in azione.

A guidare il cammino dei giovani sono tre parole, scambio, protagonismo e ottimismo.
Scambio significa mettere in comune esperienze e punti di vista. Protagonismo significa uscire dallo sfondo e riconoscere il valore della propria voce. Ottimismo significa non fermarsi davanti ai problemi, ma continuare a cercare possibilità di cambiamento.
«A Cascia ho respirato l’energia di centinaia di giovani provenienti da tutto il mondo e ho visto il digitale diventare uno strumento per abbattere barriere e costruire ponti. Raccontare l’impegno del Forum Giovani mi ha confermato che la pace non è un concetto astratto, ma un cantiere aperto, alimentato dall’ascolto, dal dialogo e dalla volontà di non restare indifferenti», racconta Francesco.
È quella che Francesco ha definito una politica del quotidiano, costruita attraverso ascolto, dialogo, partecipazione e responsabilità. Una politica senza palchi, che abita i quartieri, i centri educativi e le comunità e che comincia quando qualcuno sceglie di farsi carico dell’altro.

La pace non si aspetta
La partecipazione di Stefano e Francesco al Peace Village di Cascia racconta il senso più profondo del Forum Giovani, offrire alle nuove generazioni uno spazio nel quale prendere parola, crescere insieme e trasformare le idee in azioni.
Portare la voce di Salesiani per il sociale in un evento internazionale dedicato alla pace ha significato condividere un’esperienza che nasce ogni giorno nei territori, nei luoghi dell’accoglienza, nei progetti educativi, nelle comunità e negli spazi in cui i giovani imparano a riconoscersi non soltanto come destinatari, ma come protagonisti del cambiamento.
Perché la pace non è un orizzonte lontano. È il modo in cui scegliamo di stare accanto alle persone. È una porta aperta, una voce ascoltata, una fragilità che non viene ignorata.
La pace non si aspetta e non si delega.
La pace si fa. Insieme, un giorno alla volta.






