Young Pilgrims of Hope: Itinerari Culturali per il Dialogo Interculturale

La prima attività del progetto “Young pilgrims of hope”, intitolata “Itinerari Culturali per il Dialogo Interculturale”, si è svolta dal 25 al 28 aprile 2024 a Santiago de Compostela, in Spagna, lungo il Cammino di Santiago. L’evento fa parte di un progetto di partenariato su piccola scala Erasmus+ nell’ambito dell’Azione Chiave 2, avviato nella primavera del 2024 e destinato a concludersi alla fine del 2025, in sintonia con la conclusione del Giubileo dei “Pellegrini della Speranza” nel 2025. Erano presenti (28) partecipanti provenienti da Austria, Belgio, Francia, Malta, Spagna e Italia.
L’attività lungo il Cammino di Santiago mira a sfruttare il ricco contesto storico e culturale del percorso per migliorare l’educazione e la comprensione interculturale tra i partecipanti. Si concentra sullo sviluppo dell’autonomia personale e del pensiero critico mentre i partecipanti si confrontano con diverse culture e storie. Il pellegrinaggio promuove un senso di appartenenza e di rispetto per la diversità, mettendo in contatto persone di diverse provenienze. Enfatizzando l’apprendimento esperienziale, insegna che il viaggio è tanto cruciale quanto la destinazione, offrendo ai partecipanti spunti di riflessione attraverso esperienze sia fisiche che riflessive.
Essendo la prima attività del progetto, stabilisce il tono e le dinamiche per le attività future, costruendo le basi per un apprendimento e un’interazione continua. Nel complesso, l’attività è concepita non solo come un viaggio fisico, ma come un’esperienza educativa e trasformativa che sostiene gli obiettivi più ampi del progetto di scambio culturale e sviluppo personale.
Ecco alcune testimonianze di giovani pellegrini che hanno sperimentato e vissuto pienamente la prima attività del progetto “Giovani Pellegrini della Speranza”.
Maria Pia, 25 anni, Salesiani per il Sociale – Italia: Dopo aver partecipato al progetto interculturale “Young pilgrims of hope”; a Santiago De Compostela, mi sento profondamente trasformata. È un’esperienza ricca di momenti di riflessione e di incontri significativi che porterò con me per sempre. Durante il pellegrinaggio, ho provato una gamma di emozioni molto ampia. All’inizio, ero pervaso da una sensazione di eccitazione mista ed ansia, non sapendo esattamente cosa aspettarmi. Man mano che le ore passavano, e condividendo i percorsi con persone appartenenti a diverse culture, ho sperimentato un profondo senso di comunione e di rispetto reciproco. Questo mi ha aiutato a superare le mie iniziali apprensioni e a immergermi completamente nell’esperienza. Una delle sensazioni più forti è stata quella di pace interiore. Camminare attraverso paesaggi sereni e parlare con altri pellegrini di temi profondi riguardanti le nostre vite ha creato un ambiente di riflessione che raramente si trova nella vita quotidiana. Questa pace è diventata poi una sorta di guida interiore, che ora cerco di mantenere nella mia vita di tutti i giorni. Ciò che vorrei condividere con gli altri è la bellezza dell’ascolto. Ascoltare storie e punti di vista così diversi dai miei ha ampliato enormemente i miei orizzonti, insegnandomi il valore della diversità e del dialogo. La comprensione e l’accettazione che ne derivano sono strumenti potenti per costruire ponti, non solo tra religioni, ma in ogni aspetto delle relazioni umane. Sono immensamente grato per la possibilità di aver incontrato persone straordinarie, che hanno condiviso liberamente le loro convinzioni e le loro speranze. Questi incontri mi hanno arricchito, lasciandomi con una rinnovata fiducia nella capacità dell’umanità di trovare terreno comune. Sono anche grato per le sfide fisiche e spirituali che ho affrontato lungo il cammino, che mi hanno insegnato molto su me stesso e sulle mie capacità di superare gli ostacoli. Concludendo, porto a casa non solo ricordi indimenticabili, ma anche un impegno rinnovato verso la promozione del dialogo e dell’unità. Spero di poter trasmettere questa passione agli altri, ispirando anche loro a cercare e valorizzare la ricchezza nascosta nelle nostre differenze.
Chiara, 26 anni, Associazione TGS Eurogroup: “Young pilgrims of hope: cultural routes for intercultural dialogue”. L’inizio di un nuovo percorso di formazione, tre giorni intensi e quattro parole per descrivere la mia esperienza: scoperta, sintonia, cammino e diversità. Un’esperienza arricchente, che mi ha portata a riflettere su alcune importanti tematiche inerenti non solo alla mia crescita personale, ma anche lo sviluppo dell’Associazione di cui faccio parte. Percorrere l’ultimo tratto del Cammino di Santiago, condividendo con il gruppo entusiasmi e fatiche, si è rivelato per me una preziosa metafora del “cammino” che anche il TGS Eurogroup sta facendo in questi anni con i propri soci e volontari: affrontando insieme le salite e le discese, con la consapevolezza di non essere mai soli, percorriamo la strada e raggiungiamo la meta! Sono grata perché questa preziosa esperienza ha stimolato ancor di più la mia curiosità, la voglia di viaggiare e di conoscere persone, culture ed orizzonti sempre nuovi e diversi.
Nancy, 23 anni, Turismo Giovanile e Sociale APS, Italy: “Ero così emozionata di fare il cammino di Santiago: è sempre stato uno dei miei desideri, una cosa da fare almeno una volta nella vita e penso che quest’occasione sia stata magnifica, ma non sarà di certo l’unica. Nel momento in cui mi sono ritrovata lì, insieme ai ragazzi che conoscevo e non, insieme a persone che avevano la mia stessa emozione a partecipare in questa sfida chilometrica, è stato un momento davvero unico e mi piacerebbe davvero rifarlo. Nella stessa modalità, con gli stessi ragazzi, con la stessa voglia. Ad un certo punto del cammino ti renderai conto che non c’è niente di diverso rispetto a tutta
la strada che si è fatta nella propria vita, eppure la diversità sta proprio nel fatto che te ne rendi conto e solo lì hai la possibilità di fermarti a prendere fiato per andare più spediti, veloci e insieme.
Ilaria, 27 anni, TGS Eurogroup: Si é appena conclusa la prima attività del progetto internazionale “Young Pilgrims of Hope: Cultural Routes for Intercultural Dialogue”. Esperienza che ci ha portato a vivere i saliscendi del Cammino, provando fisicamente la metafora della vita, con le gioie e le fatiche che si alternano continuamente in un susseguirsi di alti e di bassi. Un cammino personale e di gruppo, che mi ha permesso di riflettere su tematiche importanti come la condivisione, l’amicizia, l’ascolto, il rispetto. Condivisione di storie personali e Associative che contribuiscono alla nostra crescita personale e come Associazioni, amicizie nuove, amicizie ritrovate e amicizie di sempre, tanti volti e tante persone che mi porterò nel cuore. L’ascolto sia verso se stessi che verso gli altri, il rispetto delle diversità, delle abitudini di ognuno, dei propri spazi e degli spazi comuni. In questi giorni abbiamo sperimentato l’essere in cammino per costruire il nostro futuro e contribuire alla crescita delle nostre Associazioni. E questo fa il Cammino, “non si cammina perché si sente la necessità, é il Cammino stesso che ti porta vicino le cose e le persone di cui hai bisogno”. Queste per me sono compagni di viaggio con cui crescere e condividere.
Gabriele, 28 years old, Turismo Giovanile e Sociale APS, Italy: “Pace, speranza, appartenenza. Quando ripenso a questo seminario e penso a ciò che ha significato per me, queste tre parole sono sicuramente le prime a venirmi in mente. Camminare lungo il Camino, anche se solo per una piccola parte, sia da sola che con gli altri partecipanti, mi ha aiutato a trovare alcune risposte sulla mia vita e soprattutto mi ha permesso di sentirmi serenamente ricollegata a me stesso. Trascorrere questi giorni con tanti giovani provenienti da tutta Europa, salutando vecchi amici e conoscendone di nuovi, condividendo risate di cuore ma anche conversazioni profonde sulla nostra vita, sui nostri problemi, sulle nostre speranze e sui nostri sogni, mi ha fatto sentire come a casa per tutto il seminario, un vero spirito salesiano di unità e di gioia condiviso e reso possibile da tutti! Nel complesso posso dire che questa attività a Santiago de Compostela è stata un ottimo inizio e punto di riferimento per il progetto, dimostrando che siamo davvero “Giovani Pellegrini della Speranza!”.
Jean Paul, 22 anni, Salesian Pastoral Youth Service SPYS, Malta: Il workshop DBYN sul Cammino di Santiago è stato davvero un viaggio straordinario, reso possibile grazie a SPYS, Malta, che mi ha offerto l’opportunità di vivere un’esperienza così meravigliosa. Incontrare Salesiani provenienti da diverse parti d’Europa ha fornito un affascinante spaccato di varie culture e realtà. Ciò che ha colpito di più è stata la bellissima realizzazione che, nonostante le nostre diverse origini e ideologie, tutti risuonavamo sugli stessi valori. Camminare un giorno sul Cammino ci ha permesso di apprezzarne le meraviglie e trovare momenti di riflessione personale. È stato commovente vedere come i nostri valori e passioni condivisi ci abbiano unito. Il workshop non è stato solo informativo, ma è stato un’avventura gioiosa e appagante.
Lorenzo, TGS Nazionale, Italia: Si é da poco conclusa la prima attività del progetto internazionale “Young Pilgrims of Hope: Cultural Routes for Intercultural Dialogue”. Questa per me è la quarta esperienza con il Don Bosco Youth – Net. Ogni tipologia di progetto ti lascia una traccia differente. Rincontrare giovani con cui hai già condiviso esperienze differenti nel tempo, è stato un punto di partenza importante soprattutto per un progetto che è solo alla prima di quattro tappe. È stata la prima volta per me quella di vivere, seppur in maniera estremamente ridotta, il cammino di Santiago.  Condividere un pezzo di strada con Gabriele è stato fondamentale per me, non-solo per potersi confrontare sul nostro percorso associativo ma anche per poter approfondire sempre più la nostra amicizia. Molto importanti sono stati anche i momenti di silenzio, di riflessione personale e di cammino solitario. Un plauso finale a Don Bosco Youth Net (in particolare a Begoña) per l’organizzazione di questo seminario e a Confedonbosco per averci ospitato. TGS Nazionale fa parte di una grande rete internazionale.

 

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