Dall’Italia alla Spagna sulle vie della solidarietà

(Roma, 11 Settembre 2015) – 28 è il numero dei giovani idonei, selezionati ed ora anche formati che oggi, 11 settembre, sono partiti per raggiungere le sedi dove svolgeranno l’anno di servizio civile “con i salesiani”. Le sedi (12 in tutto) della Spagna sono i luoghi dove si sviluppano i 4 progetti di Servizio Civile estero con destinazione la nazione iberica. I volontari saranno impegnati a supporto di attività educative e di promozione umana in atto presso le case salesiane spagnole.

In questi giorni (7-10 settembre) si è svolto presso la sede nazionale dei Salesiani per il Sociale (Federazione SCS/CNOS) in Roma una intensa attività formativa coordinata da Stefano Angeloni, responsabile del Servizio Civile Estero della Federazione. Tra i momenti formativi c’è stato l’incontro presso una sede della  Protezione Civile e ad un’opera salesiana con molteplici attività simile a quella che troveranno in Spagna (Borgo Ragazzi D. Bosco). Hanno contribuito alla formazione anche l’incontro con alcuni giovani che negli anni scorsi hanno svolto il Servizio Civile all’estero. Molto interessante l’incontro con i rappresentanti nazionale dei volontari in servizio civile. Dalla Spagna è poi giunto d. Santiago Dominguez, Coordinatore dei Centri Giovanili, che in mezza giornata è sceso più nel dettaglio del servizio che i giovani volontari svolgeranno, fornendo degli utili suggerimenti per un inserimento nell’equipe educativa locale il più ottimale possibile.

Un clima familiare ha accompagnato queste giornate, molto belli ed arricchenti sotto il profilo umano i “momenti informali” specie del dopo cena, quando si restava nel cortile del S. Cuore a chiacchierare o a cantare secondo lo stile salesiano. Ultima sera prima della partenza passeggiata per il Rione Monti per una serena “Roma by Nigth” prima di dividersi per le diverse destinazioni. Presente anche il referente nazionale per il Servizio Civile con i Salesiani d. Giovanni D’Andrea.

L’augurio per questi giovani che partono per donare un anno della propria vita ad altri giovani è quello che tornando possano essere sempre più “cittadini attivi” ed in questo modo incarnare quello che è il fine dei salesiani tramandato da don Bosco, formare “onesti cittadini e buoni cristiani”.

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