13° Rapporto CRC: I diritti mancati di una generazione sospesa tra sogni e incertezze

In occasione della Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza- CRC ha presentato il suo 13° Rapporto di aggiornamento, un dettagliato esame della situazione italiana in relazione alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC). Il rapporto, suddiviso in 10 capitoli e 46 paragrafi, è stato presentato online con la partecipazione della Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.

 

L’analisi, condotta coinvolgendo 174 operatori e professionisti delle associazioni del Terzo Settore tra cui anche Salesiani per il Sociale, dipinge un quadro complesso della realtà attuale, evidenziando le sfide che i giovani e le famiglie affrontano nel gestire tale complessità. Emergono chiaramente segnali di disagio diffuso tra le ragazze e i ragazzi italiani, manifestandosi in molteplici aspetti della loro vita e coinvolgendo tutte le fasce d’età. La percezione di un futuro incerto, caratterizzato da crisi economiche, disuguaglianze crescenti e eventi globali come la pandemia, pesa notevolmente.
La volontà dei giovani di affrontare tali sfide emerge come una risorsa significativa, indicando una consapevolezza delle difficoltà del mondo contemporaneo e la determinazione ad impegnarsi per cambiarlo. Valorizzare queste risorse di coscienza e solidarietà è essenziale per rendere i giovani protagonisti attivi del loro presente e futuro.
Nel contesto educativo, il contributo dei Salesiani per il Sociale si concentra sul diritto all’istruzione dei minori stranieri in Italia, argomento affrontato in uno specifico capitolo del rapporto. I dati evidenziano un tasso di abbandono scolastico tra i giovani di origine straniera molto elevato, con il 32,5% rispetto al 10,9% degli italiani.
Analizzando la cittadinanza e l’età di arrivo in Italia, si osserva un aumento dell’abbandono scolastico tra gli stranieri nati all’estero, con cifre preoccupanti: il 55,9% per coloro arrivati tra i 16 e i 24 anni, il 37,0% tra i 10 e i 15 anni e il 21,8% per chi è arrivato entro i nove anni di età.
La dispersione scolastica emerge come un fenomeno complesso, determinato da diverse cause che richiedono interventi mirati e politiche specifiche. Tra gli strumenti per contrastare questo fenomeno, si propone la costruzione di una “Comunità educante”, un approccio basato sulla condivisione di responsabilità tra scuola, famiglia, istituzioni, Terzo settore e società civile.
La formalizzazione di questa collaborazione avviene attraverso i “Patti educativi di comunità”, basati sulla co-progettazione, sull’ascolto e sulla partecipazione attiva dei minori, mirati al benessere educativo e formativo dei bambini e dei ragazzi. La costruzione di questa comunità educativa si configura come una via fondamentale per migliorare l’inclusività dei sistemi di istruzione e formazione, promuovendo un ambiente in cui i giovani possono diventare protagonisti consapevoli del loro percorso di crescita.
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